Rassegna Stampa



Ipotesi di Zonazione Parco degli Iblei
24/01/10



Mappa del parco
l'area da proteggere
Perche' un Parco?
Il Regolamento


Molti non sanno che .....

''Su proposta della sen. Loredana De Petris (Verdi), è stato approvato un emendamento nella “Finanziaria” per istituire il PARCO DEGLI IBLEI come PARCO NAZIONALE.
L’ emendamento HA LA COPERTURA FINANZIARIA del MINISTERO dell’AMBIENTE
E’ un primo passo, aspettiamo ora che sia approvata definitivamente la “Finanziaria
Per il movimento dei Verdi questa è una notizia che, intanto, ci inorgoglisce, ma soprattutto è importante per salvaguardare un inestimabile patrimonio di biodiversità e culturale, per le opportunità e vantaggi che descriviamo in calce e le occasioni di uno sviluppo in armonia con la natura''


C'E CHI!..COME IL NOSTRO SINDACO DI RAGUSA SOSTIENE UNA LINEA DI SVILUPPO ECONOMICO E DI BENESSERE CHE SI TROVI IN EQUILIBRIO! CON UN CONTESTUALE SVILUPPO ECOSOSTENIBILE DELL' AMBIENTE! E IL RISPETTO DELLO STESSO FINO ALLA VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL PROPRIO HABITAT NATURALE IN AMBITO TURISTICO!..E C'E' CHI!..AGITA LA BANDIERA AMBIENTALISTA! PER PROMUOVERE L' ISTITUZIONE DI UN PARCO CHE METTERA' LE RADICI FINO ALLE PORTE DELLA NOSTRA CITTA'!!, DI FATTO INGABBIANDO! TUTTI I COMPARTI ECONOMICI AI VINCOLI AMBIENTALI,PERSINO IN ZONE COME QUELLA INDUSTRIALE! PRIVE DI ALCUNA BELLEZZA E INTERESSE PAESAGGISTICO E NATURALISTICO. RISCHIANO DI BLOCCARE L'ATTIVITA DI MIGLIAIA DI AGRICOLTORI CHE NELL'ALTOPIANO CREANO IL 30% DELLA RICCHEZZA COMPLESSIVA PIU' TUTTO IL SETTORE LEGATO AI SERVIZI ALLE IMPRESE E TERZIARO DI SETTORE.., ..CREANDO NUOVI BALZELLI!, SI CREANO I PRESUPPOSTI PER ULTERIORI DISAGI ALL' INTERA ECONOMIA RAGUSANA, GIA' PROVATA DA UNA LOGORANTE CRISI ECONOMICA!..

Tutto questo con lo slogan ''IL PARCO E' PATRIMONIO DI TUTTI'' ma non tutti sanno cosa si nasconde dietro l'attuazione di tale proposta , vi invitiamo a visionare il regolamento del parco nazionale d'abruzzo per capire il business e l'interesse che gira intorno ad un parco,

In Questaipotesi di mappa sono evidenziate le provabili aree protette del parco divise in zone A-B-C-D vi invitiamo a prestare attenzione sull'estenzione e su cosa e' consentito fare in queste zone consultando questo documento

Se il Sindaco è preoccupato per la ventilata realizzazione del “Parco degli Iblei” tutta la popolazione agricola non solo è preoccupata ma è totalmente contraria allo scempio che provocherebbe tale realizzazione e pertanto sarebbe necessario e docuto un referendum affinchè tutti i ragusani benpensanti possano esprimere liberamente la propria opinione contro una imposizione che verrebbe da ambienti interessati esclusivamente alla monopolizzazione del territorio con il pretesto della salvaguardia .

Quello che riguarda l'enduro


Stanchi di essere bersagliati continuamente da accuse spesso infondate , noi enduristi che pratichiamo questo sport per stare a contatto con la natura e al contrario di quanto si pensa la rispettiamo e cerchiamo sempre di farla rispettare , ci sorge spontanea la considerazione che prima di pensare alla realizzazione di un parco che dovrebbe occupare Quasi il 90% del territorio , si dovrebbe pensare di mantenere pulito e di salvaguardare il territorio che giornalmente tutti noi viviamo , ci sono gia' delle aree di interesse identificate , come le zone costiere , demaniali e forestali , ed in queste aree si dovrebbe lavorare di piu' preservandole e mantenendole pulite .
Principalmente gli stessi gestori del territorio dovrebbero evitare di deturpare modificando lo stato naturale con opere di cementificazione dei vecchi sentieri con quelle segnaletiche che non fanno altro che guidare in zone di cui prima non se ne conosceva neanche l'esistenza , e dove noi da anni siamo sempre passati mantenendo intatta e pulita la natura
sentieri e indicazioni non fanno altro che aumentare l'afflusso di turisti sporcaccioni nelle zone vergini del nostro territorio ,che con le loro scampagnate contribuiscono a sfamare la fauna locale
tutto questo e' banale e contraddittorio , come anche gli slogan ''rendere fruibile il patrimonio naturale del nostro territorio'' , '' il Parco e' Patrimonio di tutti '' , come in altri parchi in futuro potrebbe avvenire anche negli iblei di dover
pagare oltre a un biglietto d'accesso una serie di servizi come gia' avviene in altri parchi e questo se un giorno dovesse avvenire non ci sembra giusto.

sicuramente il pagamento di un biglietto non impedirebbe a nessuno di deturpare e sporcare i luoghi visitati


Purtroppo ci troviamo di fronte a persone con paraocchi e pregiudizi che guardano solo esclusivamente l'aspetto Politico/ambientale , non conoscono il nostro amato sport ,non hanno neanche idea di che differenza passa tra enduro , cross , moto da pista o scooter come si legge in alcune testate giornalistiche qualcuno ci scambia anche con i 4X4 , non hanno neanche idea dello spirito che spinge il 90% dei piloti che pratica l'ENDURO ovvero vivere la natura in sella a una moto. Una tendenza che, in barba alla ventilata crisi delle due ruote, sembra vivere un momento di vero e proprio boom .
giusto per chiarire : L’enduro è una vera e propria specialità motociclistica regolamentata dalle norme della Federazione internazionale con tanto di campionati mondiali e nazionali e grazie al senatore Carrara c'e' anche un disegno di legge
l’aspetto più interessante dell’enduro è quello che ruota fuori dalle competizioni titolate, e offre la possibilità di unirsi ad altri appassionati per organizzare tutti insieme delle allegre “scampagnate a contatto con la natura” in diverse zone della nostra regione.
Naturalmente la regola principale è il rispetto dell’ambiente che gli amanti delle “ruote tassellate” attraversano nel corso delle loro escursioni , a volte e non per tutti e' cosi, ma non per questo o per pochi dobbiamo passare tutti per dei vandali .
E' arrivato il momento di fare distinzioni , spiegare la pratica dell'enduro , come viene praticato , la compatibilita' dei mezzi con l'ambiente e di regolamentarlo territorialmente in qualche modo

Sono stati numerosi gli incontri voluti dalle autorita' ambientaliste chiedendo collaborazione con i motoclub .
Durante questi colloqui avvenuti nella sede della provincia regionale territorio ed ambiente di Ragusa abbiamo espresso il nostro rammarico per l'immagine distorta che viene fornita ai/dai media , fatto chiarezza sulla disciplina che pratichiamo , le modalita' di svolgimento , le aree di nostro interesse , e sul minimo impatto ambientale che hanno le moto da enduro sull'ambiente (specificando che le moto da enduro sono in regola con il codice della strada , sono omologate per avere un minimo impatto ambientale e riguardo le gomme montate si tratta di prodotti ecologici e omologate fim con tasselli piu' stretti e rientrati che riducono notevolmente l'erosione del terreno , la traccia di una ruota di moto e' larga poco piu' di quella di una bicicletta ) , abbiamo sottolineato che nei tratti percorsi difficilmente sostiamo/sporchiamo , e che la maggior parte di essi sono gia' scavati dai corsi d'acqua vedi torrenti secchi , viottoli naturali o vecchie mulattiere , a proposito di queste ultime abbiamo anche puntualizzato di trovare scandaloso che chi si preoccupa del rispetto territoriale provveda a modificare lo stato naturale di esso rimuovendo la vegetazione e i gradoni di tipica pietra bianca ragusana ricoprendole poi di pietrisco o cemento per farle diventare strade percorribili con tanto di indicazioni permettendo a chiunque l'accesso per le loro
scampagnate sporcaccione vedi articolo
Abbiamo anche puntualizzato che in altre zone d'Italia esistono percorsi dedicati per moto da enduro , anche al'interno di zone protette o demaniali
dove vengono anche rilasciate autorizzazioni per manifestazioni , qui da noi questo e' assolutamente bandito forse perche' chi gestisce il territorio spesso guarda solo verso una sola direzione comportandosi da PADRONE


La questione piu' calda ed attuale riguarda la riserva pino d'aleppo , abbiamo ribadito che da parte nostra abbiamo fatto il possibile per sensibilizzare i motociclisti ma purtroppo si tratta di una riserva frastagliatissima che non ha delimitazioni ne recinzioni , attraverso sentieri non segnalati ci si trova all'interno in piena zona A senza aver oltrepassato alcuna recinzione o divieto , la presenza dei divieti e' limitata alle strade urbanizzate ed asfaltate .
Sorge spontanea la domanda; si puo' vietare l'accesso senza che vi sia alcuna delimitazione e segnalazione nelle strade di provenienza delle moto?

la nostra difficolta' sta anche quando organizziamo manifestazioni perche' non essendoci delimitazioni e segnaletiche rischiamo di costeggiare o di sconfinare di qualche metro all'interno di tratti protetti senza sapere di esserci dentro

Le nostre proposte per trovare un punto di incontro e risolvere anche in modo parziale il fenomeno sono state le seguenti:

1)per il pino d'aleppo studiare dei percorsi fattibili per moto da enduro e segnalarli cosi come la provincia ritiene giusto segnalare tutti i passi e sentieri per i turisti , biciclette, cavalli etc etc , in modo da evitare di addentrarsi erroneamente in zone protette , ma la cosa piu' importante per un area protetta che si rispetti e' la delimitazione che deve essere fatta dalle autorita' competenti

2) avere a disposizione un terreno comunale (aree dismesse o inutilizzate) da adibire (a nostre spese) a circuito chiuso dove poter girare in moto , da utilizzare anche per , allenamenti , organizzare ritrovi ed eventi per dare modo ai giovani di sfogare senza danni la loro passione e dove poter avviare i piccoli che si avvicinano a questo sport creando una scuola di enduro pratica e teorica istruendo i giovani al buon comportamento fuoristradistico.


Si otterrebbe la soddisfazione e il ringraziamento di cittadini che oggi si sentono discriminati e perseguitati rispetto ad altri, che invece vengono agevolati nella pratica dello sport, con centri sportivi, piste ciclabili, impianti ecc. ecc. considerando che... il calcio ha il suo stadio , il basket il suo campo , il nuoto la piscina , e' anche giusto che l'enduro abbia il suo campo , tutto questo limiterebbe in parte gli allenamenti lungo il territorio

3)L' enduro non genera costi per comunità e amministrazioni anzi, può essere una fonte di reddito per le casse comunali , degli enti parco e corpo forestale .
Regolamentando la pratica con:  norme comportamentali sulla pratica del fuoristrada , percorsi segnalati ed autorizzati sul territorio e permessi a pagamento nominali nei tratti di collegamento che attraversano le zone demaniali/Forestali studiando dei percorsi che non arrechino danno all'ambiente e servirebbero solo da collegamento alle diverse zone della provincia .
Permessi che dovrebbero essere riconosciuti solo a chi pratica questa disciplina , con moto in regola coi il codice della strada e idonee a questa disciplina e regolarmente inscritto a federazioni motociclistiche sportive .
quest'ultimo favorirebbe l'affiliazione dei praticanti ai vari motoclub della provincia , e quindi una migliore individuazione , comunicazione , educazione (da parte dei club in collaborazione con le amministrazioni) di tutti quegli appassionati che oggi fanno enduro in forma indipendente , anonima e spesso senza regole.

sarebbe anche pensabile che oltre al permesso nominale e quindi personale (documento) di apporre alle moto autorizzate una tabella di riconoscimento che favorirebbe il personale di controllo delle aree protette/demaniali di individuare chi non in regola o fuori percorso autorizzato

Teniamo a precisiamo a scanso di equivoci , tutto quello proposto e descritto vale solo per le aree in questione , ovvero solo nell'ipotesi di concessione di percorsi dedicati alle moto nelle aree protette o demaniali che servirebbero solo da collegamento con altri percorsi in provincia di libero accesso e dove basta solo essere in regola con il codice della strada per poter transitare.

Avere un collegamento con una strada autorizzata da percorrere all'interno di una zona protetta o demaniale permetterebbe ai motociclisti di non improvvisare e di percorrere queste zone in forma legale e senza sconfinare e deturpare il resto dell'area


sarebbe un po' come la licenza di caccia

pensiamo che questo possa essere il primo passo per cominciare a fare delle distinzioni tra '' buoni e cattivi '' , permettere a chi ha sempre praticato questo sport con il rispetto delle regole di continuare a farlo , ed un modo per individuare e combattere selettivamente chi invece lo pratica con comportamenti di incivilta' e moto non in regola o non adatte con le norme stradali ed ambientali

Questo e' in sintesi quello che e' stato discusso
.

Come organizzazione ci siamo anche offerti dimostrando di prendere a cuore la cosa di far propaganda al buon comportamento facendo girare in rete un video da noi prodotto e le regole fondamentali del buon endurista ci siamo adoperati ad informare i gruppi di enduristi dei posti protetti e quindi da evitare , ci siamo offerti anche di dare un contributo volontario come protezione civile e prevenzione incendi , visto la nostra conoscenza del territorio e dei sentieri montani naturali di tutta la provincia che ci permette con le nostre moto di riuscire a raggiungere qualsiasi posto anche dove nemmeno i mezzi cingolati riescono ad arrivare ( Vedi terremoto Abruzzo dove i nostri colleghi abbruzzesi si sono adoperati a prestare soccorso e rifornire le zone isolate dal sisma) , ci siamo offerti di organizzare una giornata ecologica in fuoristrada ''Puliamo Il Bosco''per ripulire quei posti pieni di rifiuti nei sentieri montani ed anche all'interno delle zone forestali . cosi come anno fatto altre associazioni in
altre parti d'Italia .

Dall'ultimo colloquio e' passato quasi un anno , nel nostro piccolo abbiamo mantenuto le promesse ma nulla dall'altro fronte si e' mosso tanto interesse tante parole e tante promesse che ancora oggi non trovano concretezze se non con continue accuse e minacce attraverso i media e con le continue persecuzioni da parte della polizia provinciale che gia' prevenuta nei nostri confronti effettua cavillosi controlli fermando le moto sul fuoristrada e trovando ogni pretesto per multare i motociclisti come ad esempio la mancanza di frecce e specchietti ( poi ogni giorno troviamo migliaia di biciclette da corsa sulla strada senza un minimo di fanaleria o impianto acustico omologato, ma nessuno dice niente perche i ciclisti svolgono una sana e consentita attività sportiva e ricreativa.)


Adesso anche la lav si preoccupa delle moto ma vorrei proporre al delegato provinciale della Lav che si occupa principalmente di animali di andare personalmente a toccare con mano la massiccia presenza di bossoli che si trovano sul terreno e di cacciatori all'interno delle riserve anziche' dare giudizi ed esporre denunce solo per sentito dire o per comunicazioni di altri , ma capisco che ci sono troppi interessi dietro la caccia , mentre i motociclisti evidentemente non siamo ben organizzati e rappresentati
vorremmo aggiungere anche un messaggio a chi si occupa di territorio ed ambiente che continua a dichiararci guerra : ''la storia dovrebbe insegnare che la guerra fa morti da entrambe le parti portando solo distruzione , minacce e proibizionismo non sono mai riusciti a fermare i vari fenomeni (cosi denominati) e se imposti servono solo a stimolare la trasgressione .
riteniamo dunque che la che la soluzione migliore possa essere solo un accordo tra le parti affinche' si possa arrivare ad un punto comune di coesistenza nel rispetto delle regole , prendendo seriamente in considerazione le esigenze delle due parti .


una mano lava l'altra ... i vecchi proverbi non sbagliano mai..

mantenendoci sempre imparziali obbiettivi e sempre pronti a collaborare come organizzazione , teniamo a precisare che non tutti i visitatori sono sporcaccioni , che non tutti i cacciatori infrangono le regole e non tutti gli enduristi sono dei vandali e' solamente una questione di buona educazione , buon senso e rispetto delle regole , vale per tutti e non solo per i motociclisti
tutto quello che e' scritto in questo articolo e' solamente il riassunto di pensieri e riflessioni che girano nell'ambiente enduristico non solo Ragusano , documentato e scritto con l' amarezza di chi si sente perseguitato , strumentalizzato e continuamente aggredito da chi continua a non voler riconoscere questa disciplina tentando invano di reprimerla con ostruzionismo , ostilita' e persecuzione' , non curanti del gran numero di appassionati e dell'economia che gira attorno a questo sport in provincia.

Quello che noi abbiamo trasmesso con questo documento e' la prova della facilita' con cui le amministrazioni Politico/competenti attraverso i media possano manipolare le notizie trasmettendo all'opinione pubblica dei messaggi distorti , mirati e persecutori .
Questa e' una pagina che denuncia il degrado ambientale del nostro territorio , noi enduristi siamo i primi ad amare la natura e rispettare il territorio che ci circonda, ci muoveremo per far ripulire quei posti che prima erano incontaminati e che solo noi conoscevamo e per anni abbiamo percorso rispettandoli,(praticando del sano fuoristrada a contatto con la natura ) ed oggi sono sempre piu' sporchi e deturpati ( spesso ci ritroviamo a fare fuoristrada in mezzo ai rifiuti , discariche abusive , carcasse di auto attraversando fiumi pieni di schiuma) tutto questo grazie anche a chi sta cercando di far diventare questi luoghi patrimonio , facendoli conoscere alla comunita' creando punti di facile accesso o come in questo caso vorrebbe fali diventare dei parchi , preoccupandosi di mettere recinzioni e indicazioni senza poi mettere lo stesso impegno nel ripulire le zone sporcate dai visitatori , riteniamo che non sia giusto che per pochi motociclisti male educati debba pagare tutta la categoria , e' arrivato il momento di fare distinzioni e di aprire gli orizzonti verso tutte le altre forme di inquinamento e degrado che spesso vengono ignorate e che sono molto piu' rilevanti e preoccupanti , lasciando un po' in pace i motociclisti che sono i primi ad amare e rispettare la natura ed alla fine sono quelli che inquinano e degradano meno , con l'unica colpa di far rumore e quindi di essere notati ed accusati spesso ingiustamente .
Lo ripeteremo all'infinito e metteremo tutte le forze e tutti i mezzi a disposizione per farci rispettare per quello che realmente siamo.

Pretendiamo di essere rispettati e di far rispettare i posti dove noi pratichiamo questo sport che oggi come detto prima sono pieni di rifiuti , gli enduristi li vorrebbero puliti come prima , quando venivano percorsi e la natura era intatta.
Questa pagina vuole denunciare il degrado ambientale sicuramente ignorato o sconosciuto dagli ambientalisti (Visto che ne se ne sente parlare , ne viene rimosso da questi siti) documentato con foto , descrizione e localizzazione dei luoghi e nelle forme di inquinamento e degrado sul nostro territorio , mettiamo a disposizione questa pagina alle autorita' competenti , nella speranza che vengano ripuliti , se necessario ci adopereremo anche noi a collaborare per la rimozione e quando e quando saranno riportati allo stato naturale si potra' iniziare a parlare del degrado provocato dalle moto.


Infine vogliamo fare un appello a tutti gli enduristi: Basta di subire e' arrivato il momento di farci rispettare e e di far rispettare l'ambiente , collaboriamo a proteggere la natura , documentate , filmate , e fotografate il degrado che tutti noi vediamo quando usciamo in moto , mandateci il materiale con le indicazioni su come raggiungere queste zone , saranno inserite in una pagina con foto e descrizione in modo da poter denunciare il degrado spesso sconosciuto dalla comunita' e dai soggetti che si occupano della tutela ambientale , iniziamo a far sensibilizzare tutti ,collaboriamo a far tornare tutto come prima e a far lavorare queste persone che si occupano di preservare l'ambiente per la giusta e sicuramente piu' importante direzione.
abbiamo anche noi il diritto di fare sport in posti sani e puliti invece di passare in mezzo ai rifiuti , continuate a mandare i vostri nominativi che verranno inseriti puntualmente nella lista ''enduristi in provincia'' di questo sito , da una stima approssimativa riteniamo che in provincia siamo oltre i 600 , e ad oggi 24/01/2010 hanno gia' mandato i nominativi 172 enduristi , qui le modalita' per inviarci la vostra firma ed il materiale che raccoglierete.
Accogliamo nella nostra lista enduristi da tutta la Sicilia e anche da oltre stretto l'unione fa la forza quindi siete i benvenuti anche se da fuori provincia

Fermare questo sport significa anche fermare l'economia che gira intorno


Nostre considerazioni sul Parco degli Iblei

Gli enduristi essendo amanti della natura non possono che essere entusiasti e favorevoli sull'istituzione del Parco degli Iblei , la paura nasce dalla scarsa fiducia sulle amministrazioni competenti e sulla loro gestione , fino ad oggi hanno sempre avuto un comportamento ostile verso la nostra categoria ed hanno amministrato il territorio da padroni, la preoccupazione e' sulla gestione di un area cosi ampia che sicuramente sara' gestita promuovendo l'aspetto turistico/economico privandone chi ne ha usufruito per decenni. questi due aspetti contrastano fra di loro come descritto prima , al contrario di quanto si dice e si pensa .
bisogna instituirlo con dei criteri tenendo conto e rispettando tutti quelli che fino ad oggi ne hanno usufruito , adottando dei criteri e delle regole elastiche e non troppo severe in modo da non paralizzare il territorio e chi ne vuole usufruire , altrimenti sarebbe solo una forma di monopolizzazione territoriale.
Siamo sempre pronti a collaborare rendendoci utili anche nella gestione di un parco considerando le conoscenza territoriale acquisita avendo vissuto le montagne ed i boschi per decenni






I vostri commenti sono importanti dite la vostra


Portavoce Enduroibleo

Questa una lettera scritta dal campione mondiale di enduro Giovanni Sala

Progetto di legge sul fuoristrada regione lombardia

Piano Viabilita' Agro-silvo-Pastorale Regione Lombardia

Disegno di legge senatore Carrara


Documentato su questa Pagina


Finalmente qualcuno ci difende e fa Chiarezza....
18/01/10

Entro fine aprile la perimetrazione del Parco degli Iblei
30/01/10


Minardo: "Arriveranno tanti finanziamenti". Antoci: "Si va avanti nel segno della concertazione, per realizzare un parco-risorsa e valore aggiunto. Dipasquale: "Lavoriamo per un parco credibile". Iacono: "Avevamo ragione, è stato fatto terrorismo mediatico"

Saranno definite entro il 31 marzo le ipotesi di perimetrazione degli istituendi parchi nazionali di Pantelleria, delle isole Egadi e delle isole Eolie mentre per il parco degli Iblei una prima ipotesi di definizione delle aree interessate sarà approntata entro il 30 aprile. Questo uno dei risultati della giornata di confronto svoltasi al Ministero dell´Ambiente alla presenza del Ministro Stefania Prestigiacomo (nella foto).

«E stato avviato un percorso positivo - ha commentato il ministro Prestigiacomo - che si basa sulla interlocuzione forte tra il ministero dell´ambiente e le istituzioni locali in vista della creazione dei 4 parchi nazionali siciliani. Ritengo che questo metodo sia essenziale per giungere a scelte condivise e capaci di coniugare le istanze del territorio con le complessive esigenze di tutela del patrimonio ambientale nazionale. Quanto infine al costituendo parco degli Iblei credo che si siano finalmente poste le basi per una ipotesi credibile di parco dopo le molte e spesso confuse proposte che si sono susseguite nell´ultimo periodo. E´ interesse di tutti che la Sicilia arricchisca il proprio patrimonio di aree protette con progetti seri scientificamente inattaccabili e in clima di coesione fra tutte le istituzioni . Su questa strada proseguiremo con il massimo impegno».

Il ministro ha inteso rassicurare tutti. Il Parco degli iblei si farà, ma compatibilmente con le esigenze del territorio, che non patirà alcun danno da questo progetto, anni fa approvato in parlamento, ma anzi ne trarrà giovamento, grazie ai finanziamenti annunciati dal deputato nazionale Nino Minardo.

Il parco degli iblei, quando sorgerà, consterà di tre aree specifiche con sentieri, aree attrezzate, insediamenti ricettivi e case private, la cui autorizzazione andrà richiesta all’ente parco.

Immediate le reazioni dei rappresentanti istituzionali. «Si va avanti ma concertando con il territorio- afferma Franco Antoci a Roma con Salvo Mallia e la direttrice della riserva Carolina Di Maio - visto che è questa l’indicazione data dal ministro Prestigiacomo.

Il parco deve essere una risorsa del territorio e non una penalizzazione per le nostre aziende e per il nostro sviluppo. Siccome il ministro dell’Ambiente ha detto chiaramente che non c’è nulla di precostituito e che la proposta di istituzione vuole concordarla col territorio, ecco che dobbiamo mettere in campo una straordinaria sinergia politica-istituzionale e parti sociali per definire un’ipotesi che possa essere un valore aggiunto per la provincia di Ragusa».

Soddisfatto il leader di Italia dei valori di Ragusa Giovanni Iacono. «Il ministro ha confermato in pieno - dice Iacono- quanto da noi sempre sostenuto: non vi è alcuna delimitazione e zonizzazione relativa al parco degli iblei. Bastava leggere le leggi istitutive dei parchi per comprendere, invece s’è voluto fare a tutti i costi terrorismo mediatico al solo scopo di allarmare e intimorire le persone. Il parco si farà perché è una grande risorsa»

Anche il sindaco Nello Dipasquale da Roma detta il suo commento. «Prendo atto con soddisfazione che l´incontro era stato promosso solo per avviare la discussione sulla zonizzazione del Parco Nazionale degli Iblei. I rappresentanti del Ministero hanno parlato della necessità di aprire una discussione sull´istituzione del Parco Nazionale degli Iblei e non, come era stato indicato nell´avviso di convocazione della riunione romana odierna, del completamento del progetto con cui si istituiva detto Parco». L’ultima parola di Dipasquale è foriera di buone intenzioni.

«Sento il dovere - dichiara il sindaco- di ringraziare la deputazione iblea, i sindaci dei comuni della provincia, il presidente della Camera di Commercio per avere prestato la massima attenzione sull´intera questione in quanto unanimemente convinti che si dovrà lavorare insieme per giungere alla realizzazione di un parco «credibile»".

Colorito ma efficace come al solito il commento di Vittorio Sgarbi: «Chi è contro il parco sbaglia e va fermato. Piuttosto si goda la civiltà della natura. Il Parco degli Iblei è sacro, chi lo intende compromettere e chi si contrappone, tra le istituzioni, è un incapace».

Fonte Corriere di Ragusa 


Pino D'aleppo .. vigilanza troppo impegnata al controllo delle moto, sfugge disastro ecologico
28/01/10


Iniziano come promesso le nostre denunce documentate impegnandoci a far rispettare e salvaguardare l'ambientale : all'interno della riserva Pino D'Aleppo una discarica abusiva , e' arrivata la prima documentazione su quello che abbiamo precedentemente descritto nell'articolo di protesta.

di seguito alleghiamo il materiale ricevuro per email con il comunicato stampa e la comunicazione alle amministrazioni competenti da parte del Consigliere Provinciale di Alleanza Siciliana (Ignazio Nicosia)




Alla Cortese Attenzione

delle Redazioni Giornalistiche
di Stampa, Radio, Televisione ed Internet
Loro SEDI

 

COMUNICATO STAMPA

IL CONSIGLIERE PROVINCIALE, IGNAZIO NICOSIA (ALLEANZA SICILIANA) SCOPRE  UNA GIGANTESCA DISCARICA ABUSIVA ALL’INTERNO DELLA RISERVA NATURALE “DEL PINO D’ALEPPO”.

Il Consigliere Provinciale Ignazio Nicosia di Alleanza Siciliana ha scoperto una immensa discarica abusiva all’interno della Riserva Naturale del Pino d’Aleppo a circa 1,5Km. (in linea d’aria) dall’abitato della Città di Vittoria, si tratta di una vera e propria montagna di elettrodomestici, centinaia di frigoriferi ammassati in maniera impressionante (vedi le foto in allegato), una vera e propria collina artificiale con un gravissimo impatto ambientale sul territorio.
Dichiara Ignazio Nicosia: “Le dimensioni di questa discarica (abusiva) sono a dir poco impressionanti così come gravi sono le ripercussioni sull’ambiente circostante, non bisogna dimenticare infatti che i frigoriferi sono caricati con gas altamente inquinanti e che tali elettrodomestici rientrano tra quei rifiuti che necessitano di uno smaltimento particolare.
Certo occorrerà capire come è stato possibile che, ad una così breve distanza dall’abitato, per un lasso di tempo certamente lungo, si sia potuto scaricare una tale quantità di frigoriferi senza che alcuno ne avesse consapevolezza, chi ha operato a danno del territorio e della collettività lo ha fatto con una impudenza intollerabile, nella convinzione (evidentemente in parte esatta) che in fondo la società ha ben poche difese contro questi eco-terroristi (perché tali sono quando l’inquinamento di un territorio raggiunge tali proporzioni).
Ritengo che per garantire la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dei nostri tesori naturali da queste forme di inquinamento selvaggio ed illegale la sorveglianza delle aree di riserva insistenti sul territorio Ibleo vada necessariamente rafforzata predisponendo l’aumento dei controlli da parte degli Organismi competenti (Polizia Provinciale, Vigili Urbani, Guardie Forestali, etc.), ma anche ripensata costruendo nuove forme di collaborazione Istituzionale con il mondo dell’Associazionismo Ambientalista presente nella provincia di Ragusa e/o corroborando l’azione investigativa e di controllo delle Forze dell’Ordine con l’ausilio delle nuove tecnologie (videosorveglianza, controllo satellitare, etc.). A tal fine, chiedo, ora, attraverso questa mia denuncia pubblica, nei prossimi giorni in forma ufficiale, che il Presidente della Provincia Antoci e tutti i Responsabili Politici e Burocratici della Provincia Regionale di Ragusa competenti in materia si attivino con la massima urgenza predisponendo gli atti e gli interventi necessari a tutelare, con maggiore efficacia, il nostro territorio  affinché il sito in questione venga immediatamente bonificato”.

Vittoria
Il Consigliere Provinciale
di Alleanza Siciliana
(Ignazio Nicosia)


Comunicazione Discarica Abusiva nella riserva pino d'aleppo


Al Signor Presidente
della Provincia Regionale di Ragusa
On.le Ing. Giovanni Francesco Antoci

Al Signor Ass.re al Territorio ed Ambiente
Dott. Salvatore Mallia

Al Dirigente del 9° Settore
Valorizzazione e Tutela Ambientale
Ing. Carmelo Giunta

Al Dirigente dell’11° Settore
Ecologia
Dott. Gaetano Abela

Al Dirigente del 12° Settore
Polizia Provinciale
Dott. Raffaele Falconieri
Loro Sedi

e p.c. Al Signor Sindaco della Città di Vittoria
Avv. Giuseppe Nicosia 
Sede

 

Oggetto: Segnalazione Discarica Abusiva; Richiesta di Bonifica Urgente; Richiesta di Convocazione Tavolo Tecnico/Politico;

            Il sottoscritto, Consigliere Provinciale Ignazio Nicosia (Alleanza Siciliana) con la presente segnala alle Signorie Loro in indirizzo, la presenza di una discarica abusiva all’interno della Riserva Naturale del “Pino d’Aleppo” (vedi foto in allegato) sita nel territorio di Vittoria (a circa due chilometri dall’abitato) ove sono stati scaricati centinaia di frigoriferi in disuso.
La discarica, oltre che deturpare gravemente, sotto il profilo estetico, il sito ambientale di cui sopra, costituisce una grave fonte di inquinamento stante che l’azione refrigerante dei frigoriferi e generato dall’uso di gas insalubri che vanno smaltiti mediante apposite procedure, per tale motivo con la presente si chiede alle Signorie Loro, ad ognuno secondo le proprie competenze, quanto segue:

  1. di procedere ad un immediato sopralluogo atto a verificare lo stato di degrado ambientale causato dalla enorme quantità di elettrodomestici dimessi nel sito sopra segnalato ed a verificare, altresì, lo stato di pericolosità per i residenti e/o per la popolazione stante la più che possibile fuoriuscita di gas insalubri dagli elettrodomestici in questione;
  2. procedere alla verifica di eventuali altre forme di inquinamento ambientale attribuibile allo smaltimento abusivo dei frigoriferi di cui in premessa con particolare riferimento alla possibilità che il gas (o eventuali altri soggetti inquinanti) possono essere permeati nel terreno sino a filtrare in eventuali falde acquifere;
  3. di avviare, con immediatezza, tutti gli atti necessari ad una pronta bonifica del sito segnalato a tutela della pubblica incolumità e per la salvaguardia ambientale della Riserva naturale del Pino d’Aleppo;
  4. di avviare, con la massima urgenza e con lo scrupolo del caso, congiuntamente alle altre Forze dell’Ordine, tutti gli accertamenti necessari alla individuazione del soggetto e/o dei soggetti che hanno così gravemente danneggiato l’ambiente per la conseguente denuncia e per la computazione, in danno dello/degli stesso/stessi delle spese necessarie al ripristino dei luoghi ed allo smaltimento dei rifiuti in modo conforme alla vigente normativa.

Si chiede altresì:

  1. di verificare, almeno per quanto attiene alla Polizia Provinciale, come sia stato possibile ad ignoti/o ammassare una tale quantità di elettrodomestici di grosse dimensioni senza che alcuno abbia mai individuato, notato, accertato e sanzionato alcun che;
  2. di potenziare i controlli sul territorio al fine di individuare l’esistenza, o meno, di analoghe discariche abusive e/o di reprimere attività di inquinamento ambientale similari a quella qui denunciata;
  3. di convocare un tavolo tecnico/politico che veda, oltre alla presenza dei vertici Politici e Burocratici di Codesta Provincia Regionale di Ragusa, anche quella dei rappresentanti istituzionali dei dodici Comuni del  territorio ibleo, delle Forze dell’Ordine e delle Associazioni Ambientaliste al fine di individuare e mettere in atto strategie sinergiche utili a contrastare, con sempre maggiore efficacia e tempestività, l’aggressione al nostro patrimonio ambientale messa, criminalmente in atto, da piccoli e grandi inquinatori.

  
Data la gravità del problema si auspica in un riscontro urgente alla presente e si chiede, sin d’ora, di essere considerato quale parte attiva e propositiva di ogni eventuale incontro che abbia come oggetto la tutela del patrimonio ambientale della nostra Provincia.

Il Consigliere Provinciale
di Alleanza Siciliana
    Ignazio Nicosia
   
     


Parco Parliamone
28/01/10

Sospendere ogni iniziativa per l'istituzione
27/01/10

Giu' Le mani dal parco
26/01/10


Predisposta sorveglianza delle guardi nella riserva
25/01/10


Armati di foto e documenti , per scongiurarne l' istituzione
24/01/10

Parco degli Iblei: deciso NO dei rappresentanti delle attività produttive
21/01/10


Il Sindaco, Nello Dipasquale ed il Presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Tumino,  terranno domani, venerdì 22 gennaio, alle ore 11, presso l’aula consiliare, una conferenza stampa che avrà come tema “Il Parco Nazionale degli Iblei”. La decisione dei massimi responsabili istituzionali dei due Enti  di promuovere un incontro con gli operatori dell’informazione,  scaturisce dalla convocazione, da parte del Ministero dell’Ambiente,  per martedì 26 gennaio, alle ore 17,  di una riunione   presso la sede del dicastero “al fine – si legge nella nota inviata – di completare l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei”. Alla riunione che si terrà a Roma presso la sala riunioni del Ministro dell’Ambiente, on. Stefania Prestigiacomo, sono stati invitati ad intervenire oltre ai Sindaci ed i Presidenti delle Province Regionali di Ragusa, Siracusa e Catania anche il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Siciliana,  il Segretario Generale della Presidenza della Regione, l’Assessore regionale ai beni culturali, l’Assessore regionale al territorio ed ambiente, il Consigliere diplomatico del Ministro ed il Direttore Generale per la Protezione per la natura del Ministero stesso.  Proprio da questa convocazione è facile capire che l’istituzione del Parco degli Iblei non era solo un’ipotesi come qualcuno aveva tentato di far capire. Il ministero intende, dice la nota, completare l’istituzione, e quindi definire il tutto senza aver mai ascoltato il territorio. In questi ultimi giorni il dibattito si è acceso ma è chiaro che è mancata una fase essenziale e cioè quella relativa alla concertazione e al relazionarsi con gli amministratori locali. Forse lo sbaglio è stato fatto dalla Provincia che ha affrontato il problema con una certa semplicità. La prima riunione convocata dall’assessorato ambiente della provincia risale a novembre del 2007 e da allora il problema è sempre stato trattato con una certa superficialità. Infatti sono stati chiamati a dire la loro le associazioni ambientalistiche piuttosto che i rappresentanti delle attività produttive della provincia. Basti vedere quello che è successo in questi ultimi due giorni e dopo l’incontro pubblico  svoltosi martedi alla  Camera di Commercio.  Anche la  presidenza dell’Ance Ragusa interviene sulla vicenda del Parco degli iblei dopo il vertice tenutosi ieri pomeriggio nei locali dell’ente camerale. In linea con le posizioni già espresse dal Comune di Ragusa, dalla Camera di Commercio di Ragusa e dal Consorzio Asi, la presidenza chiarisce che “nessun intervento che incide sulle politiche del territorio è accettabile quando lo stesso viene calato dall’alto”.  “Nel caso del territorio ibleo, poi – sottolinea il presidente di Ance Ragusa, Giuseppe Grassia – abbiamo a che fare con una realtà fortemente antropizzata. Tale circostanza potrebbe determinare, per assurdo, il fatto che le attività esistenti vengano costrette alla chiusura, con gravi ripercussioni per l’occupazione. E in un momento critico come quello attuale, tutto ciò significherebbe assestare un colpo quasi di grazia all’economia del Ragusano”.
Il presidente di Ance Ragusa chiede, invece, di “sfruttare al massimo le riserve già esistenti, a cominciare da quella naturale macchia foresta del fiume Irminio per non parlare della naturale orientata del Pino d’Aleppo che meritano la massima attenzione e considerazione anche a fini turistici e che, purtroppo, in questo senso non sono mai state pienamente valorizzate. Non è comunque possibile accettare che con il Parco degli iblei – aggiunge il presidente Grassia – si ingessi buona parte dell’area iblea così come non siamo d’accordo, nonostante le recenti sentenze del Consiglio di Stato, sul fatto che nessuna concertazione, in merito, sia stata avviata per valutare gli indirizzi da dare in merito a tale complessa problematica, quasi che la provincia di Ragusa non sia in grado di stabilire, per conto proprio, le scelte sul suo futuro”



Fonte reteiblea.it


Nota sulle problematiche del Parco degli Iblei di Iurato, Delegato Regione Sicilia
20/01/10


Fondazione Sorella Natura (ente di protezione ambientale riconosciuto dallo Stato Italiano) plaude all’iniziativa congiunta del Presidente della CCIAA di Ragusa Pippo Tumino e del Sindaco Nello Dipasquale, di avere voluto creare un momento di confronto sulla questione del Parco degli Iblei.
riteniamo che l’incontro del 19 gennaio debba essere l’inizio di azioni precise e mirate da parte delle istituzioni, con il supporto della società civile, per restituire dignità democratica alle popolazioni interessate cui non possono essere imposte scelte dall’alto.
Questa premessa per ribadire che non siamo pregiudizialmente contrari all’istituzione del parco degli Iblei ma comprendendo le preoccupazioni del sistema produttivo e delle amministrazioni locali , auspichiamo un ampio dibattito al fine di definire un modello di sviluppo condiviso.
Riteniamo giuste, quindi, le motivazioni del Sindaco Dipasquale e del Presidente Tumino cui riconosciamo il ruolo di ”veri ambientalisti”.
esiste, infatti, una sostanziale differenza tra ambientalismo ed ecologismo! L’ambientalismo è antropocentrico e presuppone,quindi, il valore dell’uomo all’interno del Creato in contrapposizione a determinata visione ecologista che continua a ritenere l’Uomo un problema e mai una soluzione. i contenuti progettuali del parco, a nostro modo di vedere, presentano il rischio di una visione non antropocentrica e se da un lato comprendiamo la buona fede dei soggeti promotori, dall’altro mal tolleriamo il tentativo di imposizione di un modello che, ripetiamo, deve essere condiviso dalle popolazioni.
Non è possibile che le ideologie di pochi o la malafede di alcuni che usano le tematiche ambientali come strumento di lotta politica, possano mortificare il futuro di molti.
sull’ecosostenibilita dello sviluppo locale, Fondazione Sorella Natura si ritiene vicina alle tesi del sindaco di Ragusa e del presidente della CCIAA cui offriamo, oltre al sostegno morale, ogni supporto operativo in termini di risorse umane, professionali e di relazioni utili a definire un modello di sviluppo condivisibile. A tal fine, anche in funzione del fatto che l’istituzione del parco è nata dalla volontà dello stato Italiano, offriamo, se richiesto, l’interessamento della nostra ”delegazione Parlamentari Amici di Sorella Natura” che è nata nel novembre 2006 e che oggi annovera oltre 70 parlamentari di diversa estrazione politica che condividono i principi ispiratori dell’Ente.

Fonte Radiortm

Parco degli iblei, il presidente Grassia:“No alle imposizioni che arrivano dall’alto”
20/01/10

La presidenza dell’Ance Ragusa interviene sulla vicenda del Parco degli iblei dopo il vertice tenutosi ieri pomeriggio nei locali dell’ente camerale. In linea con le posizioni già espresse dal Comune di Ragusa, dalla Camera di Commercio di Ragusa e dal Consorzio Asi, la presidenza chiarisce che “nessun intervento che incide sulle politiche del territorio è accettabile quando lo stesso viene calato dall’alto”.
“Nel caso del territorio ibleo, poi – sottolinea il presidente di Ance Ragusa, Giuseppe Grassia – abbiamo a che fare con una realtà fortemente antropizzata. Tale circostanza potrebbe determinare, per assurdo, il fatto che le attività esistenti vengano costrette alla chiusura, con gravi ripercussioni per l’occupazione. E in un momento critico come quello attuale, tutto ciò significherebbe assestare un colpo quasi di grazia all’economia del Ragusano”.
Il presidente di Ance Ragusa chiede, invece, di “sfruttare al massimo le riserve già esistenti, a cominciare da quella naturale macchia foresta del fiume Irminio per non parlare della naturale orientata del Pino d’Aleppo che meritano la massima attenzione e considerazione anche a fini turistici e che, purtroppo, in questo senso non sono mai state pienamente valorizzate
Non è comunque possibile accettare che con il Parco degli iblei – aggiunge il presidente Grassia – si ingessi buona parte dell’area iblea così come non siamo d’accordo, nonostante le recenti sentenze del Consiglio di Stato, sul fatto che nessuna concertazione, in merito, sia stata avviata per valutare gli indirizzi da dare in merito a tale complessa problematica, quasi che la provincia di Ragusa non sia in grado di stabilire, per conto proprio, le scelte sul suo futuro”.


Fonte Radiortm


L’UDC Provinciale dice “no” al Parco degli Iblei.
16/01/10


L’UDC provinciale esprime il suo netto dissenso alla istituzione del “Parco degli Iblei”.
Il nostro territorio vocato ad un intenso sfruttamento agricolo – pastorale (nucleo della nostra economia avanzata), per le sue peculiarità orografiche contiene già di per sé dei “confini naturali” oltre i quali l’intervento dell’uomo è di per sé limitato ed è storicamente ben strutturato.
La formalizzazione di più ampi e vincolanti confini non porterebbe cioè ad ulteriori e più vantaggiose protezioni ambientali, in quanto già presenti ed operative nella cultura e nella professionalità della nostra gente. Non per niente il nostro territorio è fra i più conservati e custoditi in Sicilia, senza che per questo sia stato necessario il vincolo di qualsivoglia “area protetta”.
Al contrario l’istituzione formale di un “parco” porterebbe alla limitazione di alcune attività agricole ed artigianali in significative porzioni della provincia, a scapito di quella economia diffusa, perno della ricchezza imprenditoriale delle nostre terre, e di tutte le eccellenze agricole ormai riconosciute in tutto il mondo.
A difesa del territorio e alla sua valorizzazione, in questo momento crediamo che bastino la già meritoria opera delle Aziende Forestali Demaniali, i vari parchi naturali che le varie Amministrazioni locali hanno nel tempo istituito, e il sincero rispetto che la nostra gente porta verso la propria terra.

 

Parco Iblei: Provincia come Pilato
23/12/09

 

Il parco ibleo continua a sollevare proteste e polemiche.
Come al solito c’è uno schieramento politico che lo considera essenziale mentre un altro lo contrasta perchè causa di blocco economico.
Noi vorremmo solo fare una domanda.
Esiste davvero il finanziamento per il parco degli iblei.
La storia infatti prese il via a metà del 2007 quando nella finanziaria nazionale si parlò di qualche milione di euro per l’istituzione di parchi.
La regione si disse disponibile ma è importante sapere se effettivamente questi fondi ci sono o meno.
Ci piacerebbe però che proprio l’ente provincia avesse, una volta,  il coraggio di “decidere” intendiamo dire che in troppe occasioni la provincia ha fatto come Pilato, lavandosi le mani dei problemi sperando di scaricarli a tutti gi altri come nel caso del lato idrico o delle ricerche petrolifere.
Insomma i nostri politici sono lì perchè devono prendersi delle responsabilità e non per chicchierare Intanto l’assessore Mallia che si sente coinvolto con maggiori responsabilità di quanto ne vorrebbe ha dichiarato che  compito della Provincia, per le competenze sovracomunali delle Province Regionali, è esclusivamente quello di raccogliere e coordinare le istanze provenienti dal territorio e farle coincidere con quanto stanno prevedendo le altre due Province,  Siracusa e Catania, coinvolte nell’istituzione del Parco degli Iblei”.
 In merito all’attività del tavolo tecnico
  – aggiunge l’assessore –
siamo in attesa di ricevere indicazioni da parte del  Ministero dell’Ambiente.
Lo scorso marzo abbiamo, infatti,  preso parte ad un incontro  nel corso del quale i funzionari del Ministero hanno fatto il punto della situazione e richiesto agli Enti coinvolti di produrre eventuali studi in loro possesso a supporto dell’istituzione dei vari parchi previsti dalla legge finanziaria 2007 (Pantelleria, Eolie, Egadi, Iblei).
Questa provincia ha prodotto il volume relativo al P.T.P., Piano Territoriale Provinciale”.  
Tornando alla posizione della Provincia, 
Mallia afferma:“ Proprio per il ruolo che svolge questo Ente, di concerto con la Soprintendente ai BBCC, Vera Greco, già da tempo,  abbiamo invitato il Ministro dell’Ambiente e Tutela del territorio, Stefania Prestigiacomo, a presenziare ad un incontro pubblico che affrontasse questa tematica, lasciandole la possibilità di stabilirne la data . 
La scelta di Istituire il Parco degli Iblei
– conclude Mallia –
è stata fatta dallo Stato Italiano con un’apposita norma di legge. 
Il territorio interessato può esprimere il proprio parere nell’ambito della perimetrazione e zonazione delle aree, ragion per cui è necessario arrivare a proposte concrete da parte di ogni attore sociale coinvolto, con l’intento comune sia di salvaguardare e tutelare il  nostro territorio che il suo sviluppo economico.
Non c’è dubbio, infine,  che qualora pervenga una richiesta  comune da parte del nostro territorio circa la realizzazione del Parco degli Iblei questo Ente è disponibile a supportarla in tutte le sedi competenti, nell’interesse della collettività”.Fonte reteiblea.it


Il Parco degli iblei non convince del tutto. Pochi vantaggi?
21/12/09

Sarà uno dei parchi più estesi d’Italia e certamente quello più grande della Sicilia. E’ il parco degli Iblei, che abbraccia 190 mila ettari di territorio e tre provincie, Ragusa, Siracusa e Catania. Da Monte Lauro a Vizzini, da Ragusa a Noto e fino all’ingresso di Siracusa. Suddiviso in tre fasce,una di assoluto rispetto dove non si potrà intervenire e sotto stretta tutela, la seconda, fascia B, con minimi interventi migliorativi e la terza, la C, dove gli insediamenti abitativi ed aziendali saranno sotto stretto controllo.

Il Parco degli Iblei, che già nel 2007 ha ricevuto un finanziamento di 250mila euro è stato voluto insieme agli altri istituiti in Sicilia e nel resto della penisola con una legge dello stato che ha bypassato anche l’autonomia regionale. Per parlare del Parco degli Iblei e delle refluenze che questo potrà avere sull’economia e lo sviluppo della provincia si è tenuta una riunione alla camera di commercio di Ragusa dove il sindaco Nello Dipasquale ha chiamato a raccolta tutti i sindaci interessati ed i rappresentanti delle istituzioni e delle categorie.

Il no al parco, almeno nella forma in cui è stato pensato e progettato , è stato corale perché comprometterebbe lo sviluppo della provincia e bloccherebbe di fatto qualsiasi insediamento in un territorio ad alta vocazione agricola e turistica. Molto delicata sarebbe poi la situazione dei tre comuni montani, Giarratana, Monterosso e Chiaramonte, che cadono tutti in fascia di massimo rispetto. L’assemblea ha dato mandato ad un comitato ristretto di redigere un documento con il quale la comunità locale avanza le proprie ragioni ed ha programmato un incontro urgente con il ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo.


Fonte corriere di Ragusa


On.Riccardo Minardo:Parco degli iblei non è condivisibile la concretizzazione del progetto
21/12/09
 
Sulla realizzazione del Parco degli Iblei interviene il deputato dell’MpA on. Riccardo Minardo. Il parlamentare regionale non condivide la concretizzazione del progetto in quanto penalizza lo sviluppo della provincia di Ragusa con la delimitazione di zone ad alta vocazione agricola e zootecnica volano dell’economia dell’area iblea. Inoltre, dichiara l’on. Riccardo Minardo, bloccherebbe la realizzazione di fabbricati ad uso abitativo nelle suddette zone dove è in vigore l’indice dello 0,03 metri cubi su metro quadrato avendo una superficie di 10 mila quadrati. Mentre con la delimitazione del parco in dette zone necessitano almeno 25 mila metri quadrati di superficie e quindi viene meno quanto previsto dalla vigente norma. Questo blocca le tante aspirazioni di numerose famiglie dove, ad esempio nel territorio di Modica, circa un terzo abita nelle zone periferiche delle campagne, fatto che comunque interessa tutta la provincia di Ragusa. Contrasterò con tutti i mezzi, dichiara l’on. Minardo, affinchè tutto ciò non si attui per non penalizzare ulteriormente settori importanti per l’economia iblea.


Fonte radiortm

Parco Ibleo. Riunione per discuterne
17/12/09

Il Sindaco Nello Dipasquale ha convocato per le ore 17,30 del 19 gennaio 2010  una riunione, che si terrà presso l’Aula Consiliare,  per una riflessione sull’ipotesi di costituzione del Parco degli Iblei. All’incontro  sono stati invitati a partecipare i sindaci dei comuni della provincia, i rappresentanti della Camera di Commercio,  Coldiretti, CIA, Confindustria, Conf-agricoltura, Associazione Costruttori, Sindacati Confederali, UGL, deputati regionali e nazionali della provincia di Ragusa.  Il primo cittadino quindi, così come preannunciato nell’ambito della sua recente dichiarazione sulla contrarietà alla nascita del Parco degli Iblei, è orientato a costituire un gruppo  di lavoro che si occupi di sensibilizzare chi di dovere affinché si possano piuttosto valorizzare e rendere fruibili le aree demaniali e quelle forestali, l’oasi del Fiume Irminio e la zona dei Pini d’Aleppo.  Per discutere di tale ipotesi ecco quindi giungere la formale richiesta d’invito, inviata stamane ai rappresentanti sopracitati, di partecipare all’incontro programmato appunto per il prossimo mese di gennaio. Ma anche altri sindaci sono pronti a scendere in campo.Lucio Schembari, sembra molto perplesso di fronte alla decisione di  istituire un parco senza concordare la sua fase attuativa il che rischierebbe di andare a compromettere il futuro sviluppo nelle nostre campagne, negli altipiani e lungo la stessa fascia costiera. Con queste direttive così dure si rischia di impedire  anche alla semplice impresa agricola di poter realizzare un capannone a beneficio della sua attività.Non è un territorio ingessato quello a cui aspiriamo ha detto ancora il sindaco di Santa Croce  e non vogliamo certo che il Parco degli Iblei trasformi così la provincia di Ragusa. Per questo motivo mi auguro che se ne possa discutere all’interno di una riunione della conferenza dei sindaci.
Il problema ora è come affrontare il problema già ieri la nostra rete ha pubblicato alcune ipotesi di lavoro dove, era chiaro, si diceva che nella zona denominata A non era in pratica possibile far altro che raccogliere funghi. Se i sindaci saranno concordi nel rivedere alcune idee di zonizzazione toccherà alla soprintendenza prenderne atto e quindi agire di conseguenza.

Fonte reteiblea.it


Parco degli Iblei, troppi vincoli
17/12/09

Santa Croce Camerina - L’istituzione del Parco degli Iblei non deve segnare lo stop allo sviluppo economico e turistico dei nostri altipiani e del nostro territorio. Il sindaco di Santa Croce Camerina, Lucio Schembari, si mostra molto preoccupato rispetto alle previsioni del parco che nei fatti, con una serie di vincoli e di indicazioni, andrebbe a bloccare le ipotesi di sviluppo finora portate avanti.
“Non esito a mostrare la più forte preoccupazione rispetto a questa problematica – spiega il sindaco Lucio Schembari – in quanto l’istituzione del parco, senza concordare la sua fase attuativa, rischierebbe di andare a compromettere il futuro sviluppo nelle nostre campagne, negli altipiani e lungo la stessa fascia costiera. Credo piuttosto che sia più utile andare ad interagire fin da adesso nelle zone dove già esistono i vincoli, come l’area dell’Irminio o le aree dove opera la Forestale, ma non si può certo pensare di impedire anche alla semplice impresa agricola di poter realizzare un capannone a beneficio della sua attività. Non è un territorio ingessato quello a cui aspiriamo e non vogliamo certo che il Parco degli Iblei trasformi così la provincia di Ragusa. Per questo motivo mi auguro che se ne possa discutere all’interno di una riunione della conferenza dei sindaci. In questo senso ho già sollecitato i miei colleghi”.

Il NO del sindaco di Ragusa

Dipasquale imbraccia il fucile e, alzo zero, torna a sparare contro l'area protetta che dovrà inglobare una fetta del territorio ragusano, un'altra di quello etneo e, infine, una grossa area di quella siracusana (costituirà il 60% del parco). In pratica, i monti Iblei, nel loro insieme, diventano un parco protetto. Un comitato ci ha lavorato per anni con l'obiettivo di valorizzare questo territorio, scontrandosi, però, con agricoltori e allevatori che si sono subito opposti ed anche con la Regione, che, all'indomani dell'approvazione, ha protestato con Roma e poi impugnato il provvedimento al Tar.
Questo stato di cose ha, di fatto, tenuto bloccata l'istituzione del parco fino a qualche mese fa. Il no del Tar al ricorso della Regione e il parere della Corte Costituzionale che ha sancito la facoltà dello Stato di istituire parchi anche nelle regioni a statuto speciale come la Sicilia, adesso, sta facendo riavviare il discorso.
Il sindaco Nello Dipasquale, oppositore del parco sin da quando se n'è cominciato a parlare, ha deciso di ribadire il proprio no in modo fermo. Ed ha deciso di esternare il proprio pensiero perché «ho colto un certo movimento che, sottotraccia, sta cercando di riportare in vita questo discorso. So di riunioni al ministero e iniziative che tendono a far sì che il Parco degli Iblei torni d'attualità». Ed allora riecco il no. Dipasquale, esprimendo la propria preoccupazione «sugli effetti negativi che porterebbe al territorio ragusano la realizzazione del Parco», ribadisce che questo «comprometterebbe lo sviluppo del comparto agricolo e zootecnico, il settore della serricoltura e potrebbe mettere in discussione il futuro delle piccole e medie imprese commerciali ed artigianali».
Dipasquale invita tutti «a non dimenticare qual è la vocazione del nostro territorio». Ed il Parco, secondo il primo cittadino, finirebbe con il compromettere proprio questa vocazione. «A cosa serve – si chiede ancora Dipasquale – il Parco degli Iblei quando esistono già delle aree protette come quelle demaniali e forestali, come l'oasi del fiume Irminio, la zona dei Pini d'Aleppo». Il parco, per Dipasquale, è, di conseguenza, inutile perché già le aree protette istituite nella provincia iblea «non possono essere fruite dalla collettività».
Il sindaco lancia un'altra proposta: «E' necessario muoversi per rendere fruibili queste aree protette. Creiamo un gruppo di lavoro chi si occupi di sensibilizzare chi di dovere, affinché si possano valorizzare queste zone, già individuate, del nostro territorio che vale la pena di salvaguardare e far conoscere». Ma non solo. Dipasquale ritiene che sia arrivato il momento di ottenere «i soldi per rendere fruibili le nostre aree». Altro che parco, che, spiega, «non avrà soldi, non ne otterrà, ma in compenso metterà in difficoltà il tessuto economico, agricolo e zootenico, della nostra provincia».
Il Parco degli Iblei venne istituito con la finanziaria 2008, che ha stanziato 250 mila euro per le procedure di avvio del parco. L'approvazione definitiva è avvenuta il 23 novembre 2007 alla Camera (il Senato si era espresso il 26 ottobre 2007). Il comitato promotore del Parco, composto in massima parte da ambientalisti, ha salutato la notizia con toni entusiastici, scontrandosi, però, subito con la Regione, che non ha gradito l'intromissione statale in un terreno di competenza siciliana. Da qui la protesta con Roma e il ricorso al Tar, che, nel febbraio scorso, ha rigettato il ricorso, dopo aver acquisito il parere della Corte Costituzionale, che, nel mese di gennaio, aveva sostenuto che lo Stato può intervenire anche in regioni a statuto speciale, istituendo anche dei parchi.
Nel frattempo, comitati contrari al parco sono sorti nei territori interessati. Questi sono composti, in massima parte, da agricoltori e allevatori che temono per il futuro delle loro aziende. In pratica, il concetto ripreso adesso dal sindaco Dipasquale.

Fonte Sicilianews.com


Parco degli iblei:prime preoccupazioni
16/12/09

 Il Sindaco Dipasquale è contrario alla concretizzazione del progetto che riguarda il Parco degli Iblei. Nelle prime sedute del tavolo di concertazione sembra evidenziarsi un indirizzo che mira quasi all’ingessamento dell’intero territorio.
La provincia di Ragusa ed il territorio del capoluogo nel passato è sempre riuscita a far convivere le esigenze produttive con quelle ambientaliste.
Non dimentichiamo ad esempio che molto del nostro sviluppo si è basato sull’industria petrolifera senza che questo abbia mai messo in difficoltà  il patrimonio ambientale e paesaggistico.
Sarebbe un errore dunque creare enormi aeree di rispetto che potrebbero avere una ripercussione negativa sulle attività imprenditoriali.
Il sindaco di Ragusa ha fatto pervenire nelle redazioni il seguente comunicato: “
Esprimo una forte preoccupazione sugli effetti negativi che porterebbe al territorio la  realizzazione il Parco degli Iblei

E’ questa una considerazione del Sindaco Nello Dipasquale contrario a che questo progetto vada avanti in quanto – sostiene -  “comprometterebbe lo sviluppo del comparto agricolo e zootecnico, il settore della serricoltura e potrebbe mettere in discussione il futuro economico delle piccole e medie imprese commerciali ed artigianali”. Non bisogna dimenticare – continua ancora il Sindaco Dipasquale – quale sia la vocazione del nostro territorio; a cosa serve infatti istituire il “Parco degli Iblei” quando esistono già delle aree protette come quelle demaniali e quelle forestali, come l’oasi del Fiume Irminio, la zona dei Pini d’Aleppo, quando le stesse non possono essere fruite dalle collettività?. E’ necessario invece muoversi per rendere fruibili queste aree protette. Creiamo piuttosto un gruppo di lavoro che si occupi di sensibilizzare chi di dovere affinché si possano valorizzare queste zone già individuate del nostro territorio che vale la pena salvaguardare e far conoscere”. Per maggiore informazione dei lettori ecco alcune delle considerazioni scaturite dalle prime riunioni:

ATTIVITA’ CONSENTITE E VINCOLI NEL  PARCO DEGLI IBLEI
Quello che segue è naturalmente una ipotesi e una proposta, un insieme di norme
ispirate a quanto di meglio è già operante in altri parchi nazionali e regionali.


ZONA A: Riserva Integrale
Nella zona A è vietato:
a) realizzare nuove costruzioni e operare qualsiasi altra trasformazione
urbanistica ed edilizia del territorio, ivi compresa l’apertura di nuove strade e la
realizzazione di elettrodotti.
b) Modificare il regime delle acque, salvo che per le opere necessarie al ripristino
degli alvei dei torrenti, al fine di salvaguardare i centri abitati da rischi
alluvionali.
c) Prelevare terra, sabbia o altri materiali.
d) Raccogliere o manomettere rocce e minerali.
e) Introdurre armi da caccia, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura.
f) Esercitare la caccia o l’uccellagione.
g) Danneggiare, disturbare o catturare animali, compresi quelli appartenenti alla
fauna minore, raccogliere o distruggere nidi e uova.
h) Asportare o danneggiare piante o parti di esse.
i) Abbandonare rifiuti o predisporre posti di raccolta degli stessi.
j) Introdurre veicoli motorizzati, ad eccezione di quelli utilizzati per motivi di
servizio.
k) Accendere fuochi all’aperto.
l) Introdurre specie animali o vegetali estranee alla fauna e alla flora tipiche della
zona.


Fonte Reteiblea.it

Comitato interprovinciale per dire no al «Parco degli Iblei»

06/12/09


Un comitato interprovinciale contro l'istituzione del parco degli Iblei. Numerose associazioni di allevatori, agricoltori, allevamenti ittici, cacciatori e sindacati hanno espresso tutta la loro contrarietà all'«esigenza di istituire un'area protetta sull'altipiano tra le province di Siracusa, Ragusa e Catania.
«Siamo contro - hanno sottolineato davanti ai rappresentanti di Comune e Provincia, l'assessore Franco Zappalà e il dirigente Domenico Morello - questa voglia di mummificazione del territorio che può produrre nocumento alla già tormentata economia della zona montana. Le normative europee e nazionali in merito all'istituzione dei parchi sono rigide e complesse, e non permettono il proliferare dell'agricoltura né l'allevamento degli animali».
Sul futuro parco degli Iblei già l'ex presidente della Provincia, Mario Cavallaro, con l'assessore all'Ambiente di allora, Salvatore Baglieri, nel 1997 avviarono una proposta operativa, ma le associazioni di categoria raccolsero cinquemila firme in tutta la provincia per dire no, e il progetto venne accantonato. Venne ripreso poi dall'assessore alla Pianificazione territoriale, Paolo Uccello, durante la presidenza di Bruno Marziano e, su proposta del ministro dell'Ambiente venne approvato il 26 ottobre 2007 il disegno di legge con cui si istituiva il parco nazionale degli Iblei.
«Ma questo - hanno aggiunto le associazioni - è un parco appoggiato solo da pochi soggetti e va contro la normativa nazionale, che prevede al massimo il 25% di territorio da riservare quale area protetta. A Siracusa siamo già oltre, quindi questa istituzione è fuori legge».
Si tratta di un'area in cui ricadono ben 16 siti di interesse comunitario, ma la lotta all'istituzione del parco degli Iblei non è finita. L'appuntamento adesso è per lunedì 21 alle 9.30 con la deputazione nazionale e regionale e con il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Nel caso in cui non si riesca a risolvere la situazione, è stata già decisa per gennaio una manifestazione a Palermo e un'altra sotto il palazzo della Provincia.

Fonte La Sicilia


Ass. Interlandi contraria al Parco degli Iblei:“Potrebbe ostacolare l’economia della provincia”

03/12/09


COMISO - Il futuro "Parco degli Iblei" potrebbe creare ostacoli per lo sviluppo del territorio e impedire la realizzazione delle infrastrutture necessarie al servizio del nuovo aeroporto di Comiso". Così l'assessore regionale al Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi, che ha incontrato l'amministratore delegato di Soaco (società per l'Aeroporto di Comiso), Ivan Maravigna ed alcuni esponenti dell'Mpa. Interlandi ha parlato dell'istituendo.
"parco degli Iblei" (per il quale la Finanziaria ha previsto uno stanziamento di 250 mila euro) e ha ribadito che "la Regione siciliana ha
competenze esclusive in materia di parchi e lo Stato non può istituire nulla in Sicilia senza il nostro consenso".
La normativa regionale, secondo l'esponente del governo Cuffaro, "é più democratica perché coinvolge i territori".
Interlandi ha spiegato che "c'é una vocazione naturalistica del territorio ibleo, ma c'é anche una vocazione allo sviluppo che non deve essere ostacolata e se le attività economiche sono compatibili con la realizzazione del parco, esse devono essere incentivate".
Secondo Interlandi "la Regione vuole avere un ruolo nella gestione dei parchi nazionali e non può essere esautorata".
Sul piano normativo "bisogna adattare e contemperare la normativa nazionale e quella regionale". Esisterebbe, inoltre, un problema di delimitazione dell'area del parco, che "non dovrà creare conflitti con il territorio - dice l'assessore - né danni all'economia. La proposta attuale comprende addirittura 32 comuni, tutti i comuni montani e, in alcuni casi, i vincoli potrebbero essere eccessivi

Fonte Siciliainformazione.com




 


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